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L’indagine antropometrica e morfologica compara soggetti raffigurati in fotografie, video o altri supporti iconografici, rilevando caratteristiche compatibili, incompatibili o non valutabili. L’accertamento considera caratteri anatomici, proporzioni e rapporti morfometrici, tenendo conto della qualità delle immagini, della prospettiva, dell’illuminazione e delle deformazioni di acquisizione. Non si tratta di una semplice valutazione visiva, ma di un procedimento tecnico volto a distinguere i caratteri individualizzanti dalle somiglianze generiche.
Valutazione preliminare delle immagini
La prima fase verifica l’idoneità tecnica del materiale, considerando risoluzione, compressione, nitidezza, distanza, angolo di ripresa, orientamento del volto, distorsioni ottiche, illuminazione e occlusioni. Sono valutate anche le differenze dovute a età, peso, espressione e postura. Immagini scadenti, riprese da angolazioni differenti o prive di riferimenti dimensionali consentono soltanto valutazioni qualitative.
Studio morfologico del capo e del volto
L’analisi riguarda cranio, fronte, attaccatura dei capelli, profilo nasale, mento, mandibola, orecchie, arcate sopraccigliari, occhi, palpebre, bocca e ovale facciale. Particolare rilievo assumono i caratteri relativamente stabili e le asimmetrie anatomiche. Ogni elemento è valutato singolarmente e nei rapporti reciproci, poiché una concordanza isolata possiede minore valore discriminante rispetto a una combinazione coerente di più caratteristiche.
Punti anatomici di riferimento
Quando le immagini lo consentono, vengono individuati specifici landmarks, tra cui glabella, nasion, endocanthion, ectocanthion, alare, subnasale, cheilion, pogonion e gonion. Essi permettono di valutare distanze, angoli e rapporti proporzionali. In assenza di scala nota, le misure in pixel non esprimono dimensioni reali, ma possono essere impiegate per confronti proporzionali interni.
Comparazione foto-antropometrica
La comparazione considera la corrispondenza dei landmarks, le proporzioni facciali, le asimmetrie, le peculiarità anatomiche e le eventuali discordanze strutturali. Le immagini devono essere, per quanto possibile, allineate e normalizzate. La semplice sovrapposizione di volti ripresi con differenti prospettive o distanze focali non costituisce prova d’identità.
Analisi del profilo e dell’orecchio
Nelle immagini laterali o semilaterali vengono esaminati fronte, profilo nasale, angolo naso-labiale, labbra, mento e mandibola. Il padiglione auricolare, relativamente stabile nel tempo, può essere valutato per forma, elice, antelice, conca, trago, lobo e asimmetrie, sempre considerando gli effetti prospettici.
Studio del corpo e della dinamica
Quando il soggetto è ripreso a figura intera, l’analisi può riguardare statura apparente, proporzioni corporee, spalle, postura, portamento e mani. Nei filmati possono essere osservati passo, falcata, oscillazione degli arti e asimmetrie della deambulazione. Tali dati hanno valore integrativo e devono essere interpretati alla luce delle condizioni di ripresa e fisiche contingenti.
Elementi distintivi permanenti
Sono ricercati cicatrici, nei, tatuaggi, deformità, anomalie anatomiche, esiti chirurgici e asimmetrie persistenti. Ogni elemento è valutato per forma, posizione, dimensione, orientamento e stabilità, distinguendolo da ombre, riflessi, artefatti e difetti di compressione.
Estrazione e miglioramento dei fotogrammi
Possono essere selezionati e trattati i fotogrammi più informativi mediante regolazione di luminosità e contrasto, riduzione del rumore, stabilizzazione, correzione ottica e allineamento. Le elaborazioni devono migliorare la leggibilità senza introdurre dettagli inesistenti; i file originali e ogni passaggio devono essere conservati e documentati.
Fattori di variabilità ed errori
Età, peso, barba, acconciatura, espressioni, interventi estetici, patologie, illuminazione, prospettiva, movimento, sfocatura e occlusioni possono alterare l’aspetto. Tali fattori devono essere esclusi prima di interpretare una differenza come incompatibilità anatomica.
Valutazione conclusiva
Le caratteristiche sono classificate in concordanze, discordanze, elementi non valutabili, caratteri poco discriminanti e peculiarità individualizzanti. Le conclusioni possono esprimere compatibilità, incompatibilità, diverso grado di supporto all’ipotesi di comune identità oppure impossibilità di giudizio. La compatibilità non equivale automaticamente a identificazione certa.
Metodo, tracciabilità e documentazione
Il procedimento deve rispettare oggettività, trasparenza, ripetibilità, tracciabilità e conservazione dei dati originari. Fonti, parametri di acquisizione, landmarks, misurazioni ed elaborazioni devono essere documentati. L’indagine costituisce uno strumento specialistico di supporto all’identificazione, da integrare, quando disponibili, con ulteriori dati biometrici, documentali, biologici e investigativi.



